Viola

Titolo: Viola
Autore: Silvio Sampò 
Pagine: 96
Prezzo: € 9

Giulio, un uomo maturo, stimato e carismatico, si invaghisce della nuova collega Viola, una giovane donna che ha poco più della metà dei suoi anni. Viola è indipendente, molto intelligente e affascinante, ma non ha ancora trovato una sua tranquillità sentimentale, e decide di cominciare una relazione con Giulio solo perché sa di doversi presto trasferire. La differenza d’età e lo scontro tra personalità così diverse daranno vita a un amore contrastato ma incredibilmente intenso.

Scarabocchio: Giulio è un’uomo di ormai una certa età, che si è abituato alla solitudine emotiva. Divorziato da tempo, ha anche smesso di cercare compagnia e l’unico svago masochistico è stirare le sue camicie vedendo Ballarò ogni mercoledì. Per quanto solo, Giulio è comunque un’uomo con un certo carisma sempre pronto a rallegrare i colleghi perché fa un lavoro che apprezza e vuol far si che anche chi lo circonda, si senta bene. 
L’arrivo di Viola sul lavoro, lo scombussola più di quanto vorrebbe ma lo sa che la loro differenza di età è un’insormontabile problema. Per questo motivo, rimane sorpreso quando vede che lei sembra interessata ma non si pone problemi e accetta tutto quello che può offrire. 
Perché l’amore assoluto è fatto così. Non pretende nulla. 
Giulio e Viola, vivranno intensamente il loro amore, per tutto il tempo che potranno. 
Faccio una premessa. 
Non sono una persona particolarmente romantica e nemmeno poetica. Anzi, detesto particolarmente le persone che si struggono con concetti profondi sull’amore quando poi, il resto del loro tempo lo passano a fare i cazzari. 
Giulio era partito bene.
Aveva tutte le carte in regola per essere un protagonista maturo ma anche con qualche sfaccettatura giovanile che non guasta mai, sopratutto in amore.
Era disposto a vivere un’amore temporaneo ma pieno, senza farsi troppi problemi sulle differenze di vita vissuta perché ormai, lui era libero di essere ciò che voleva. Però, Giulio ha fatto un grandissimo passo falso che poi, ne ha scaturiti altri.

Mi ha dato l’idea di essere particolarmente morboso e di non voler accettare il volere di Viola, passando per l’egoista. Perché lei avrà avuto le sue ragioni e le sue catene ma, non voleva veramente entrare in una storia d’amore.
Giulio però, facendo il poeta eccessivo, facendo sviolinate sul suo amore incondizionato e facendo quasi leva sulla sua esperienza, scadeva quasi nel patetico.
Ecco, secondo me lui è diventato molle ed egoista.
Perchè poteva prendere una vera posizione ma ha preferito operare quasi in sordita.
Poteva vivere quel mese e poi finirla senza dover mandare poi tutti quei messaggini poetici che però avevano l’unico scopo di far capire che voleva…. vabbè, ci siamo capiti.
Poteva fare l’uomo veramente maturo e non il sedicenne in piena crisi esistenziale.
Poteva accettare e lasciarla andare, perchè amare vuol dire anche accettare le decisioni degli altri e non rigirare la frittata.

Chiariamoci, Viola non è una ragazzetta senza che subisce tutto ma non ha abbastanza forza nel gestire Giulio e nemmeno se ne rende conto pienamente.

Non è nemmeno stata una brutta lettura. Per quanto il nervoso che aleggiava ad ogni pagina, Giulio di tanto in tanto snocciola delle riflessioni interessanti che fanno riflettere anche chi legge.
Silvio Sampò inoltre, scrive in modo fluido e riesce ad incuriosire senza però rendere troppo adrenalinica la corsa verso la fine. 

Annunci

Sogni d’inverno

Titolo: Sogni d’inverno
Titolo originale: Winter dreams
Autore: Francis Scott Fitzgerald 
Pagine: 96
Prezzo: € 6
Uscita: 2014

Il giovane Dexter Green si innamora, ancora adolescente, di una ricca e bella fanciulla, Judy Jones. Frequenta una famosa università, gioca a golf sui campi di St. Paul, diventa un importante uomo d’affari e riesce a conquistare la donna che ama, ma l’amore dura solamente un mese: la donna che ha tanto amato ha ormai perso tutta la sua bellezza, e questa perdita è la perdita dei suoi «sogni d’inverno».

Scarabocchio: L’estate sta avanzando ed io, dopo aver letto qualcosa di fresco, mi immergo nuovamente in un racconto breve di Fitzgerald. 
In questo caso, Winter dreams fa parte della raccolta di All the Sad Young Men del 1926. L’altro ieri insomma. 
Ad essere sincera, l’età del jazz non mi fa particolarmente impazzire. Un pò perché il jazz non mi piace, un pò perché mi immagino un periodo particolarmente scintillante ed eccessivo (grazie Gatsby, grazie Leo… stereotipi come se piovesse)… cosa che non mi attira. 
Comunque, in questo piccolo libro, troviamo un giovane e talentuoso Dexter che per orgoglio ed intraprendenza, fa fortuna con una catena di lavanderie. Usando il suo talento nel mondo del golf, si specializza nel lavaggio di certi indumenti dei giocatori altolocati. 
La storia però, non ci spiega di com’è diventato famoso ma, ci racconta di una piccola parentesi della sua vita. 
Incontra Judy per la prima volta quando sono entrambi giovani ma, avranno un vero e proprio contatto solo molti anni dopo.

La ragazza, giovane e bellissima, è uno spirito libero che non si può conquistare e anche se Dexter ne è consapevole, non riesce a non invaghirsi di lei. Passano mesi di tira e molla, dove prima lui è il suo preferito e poi lo è un’altro uomo.
Dexter, con il cuore stropicciato, per un pò accetta questo modo di fare ma com’è naturale che sia, alla fine decide di posare il suo sguardo su un’altra donna ma come ben sappiamo, la teoria del chiodo scaccia chiodo, non funziona mai.
Alla fine, reso cieco dall’amore, decide di andarsene lontano per non dover più pensare a Judy. Ma dopo anni, ancora non si rende conto che per lei, prova solo un’amore idealizzato.

Tra i due racconti brevi che ho letto di Fitzgerald, questo mi è piaciuto di più.
Per quanto non sia al top delle mie letture, mi è piaciuta sia la risolutezza di Dexter (perché si fa sicuramente trattare come una pezza ma fino ad un certo punto) sia per la sua totale stupidità in fatto di amore.
Dico stupido perché si sa, l’amore rincretinisce e infatti, lui si invaghisce dell’unica persona che non ha mai provato il desiderio di accasarsi. Si è innamorato di una donna sciocca, di uno spirito libero e sopratutto, si è sentito in qualche modo… diverso dagli altri. Insomma, Dexter vive le classiche illusioni d’amore ed è molto tenero.
Però, sono sopratutto illusioni e lo accompagneranno per anni, condizionandolo probabilmente sempre (anche in modo inconscio) nelle scelte private. Fino al giorno in cui si scontra con la realtà dei fatti, ovvero, Juliet è cresciuta, invecchiata ed è cambiata. Dettagli che improvvisamente lo liberano da un peso secolare. 

Il palazzo di ghiaccio

Titolo: Il palazzo di ghiaccio
Titolo originale: The Ice Palace
Autore: Francis Scott Fitzgerald 
Pagine: 112
Prezzo: € 6
Uscita: 2016

Il palazzo di ghiaccio parla della diciannovenne Sally Carrol Happer, cresciuta nel profondo Sud degli Stati Uniti d’America. I suoi concittadini si preoccupano quando vengono a sapere che si è fidanzata con Harry Bellamy, che abita in una città del Nord, ma lei non ci fa caso, spinta dalla sua voglia di una vita meno monotona.

Scarabocchio: La Leone editore si è presa a cuore la mia ignoranza in fatto di scrittori che hanno lasciato il segno ne tempo. 
“Conosco” il  Il grande Gatsby (chi non lo conosce anche solo per sentito dire? e poi, c’è stato anche un recente film con Leo!) ma non ho mai avuto interesse a leggerlo e visto che sono una di quelle persone che spesso, non guarda oltre ad un palmo dal naso, non mi sono mai interessata alle sue altre opere. 
The Ice Palace, è uno degli otto racconti brevi originariamente pubblicati nella prima collezione (Flappers and Philosophers – maggio 1920). 
La storia parla di una giovane ragazza del sud che non vuole accontentarsi del futuro che le offre il suo piccolo mondo. Così, quando conosce il forestiero Harry Bellamy, coglie la palla al balzo e si trasferisce al nord, per iniziare una nuova vita con lui. 
Inizialmente, la storia tra i due prosegue in modo dolce e romantico, su un terreno che Sally Carrol conosce bene. Però, il trasferimento in un mondo nuovo e decisamente più freddo, porta la ragazza ad un lento allontanamento dall’idea romanzata che si era fatta. 
La nuova vita la affascina ma la scombussola. 
Troppe differenze nel porsi degli uomini del nord, troppo distacco tra le donne, troppa voglia di apparire migliori, troppo freddo. Però, nemmeno questo la smuove. 
Sarà invece il labirinto di ghiaccio a farle capire cosa vuole veramente e cos’è disposta a rinunciare per il suo futuro. 
Ammetto che quando sono arrivata alla fine, non sapevo bene cosa pensare.
Il racconto è veramente molto breve e Sally Carrol, non suscita in me particolare simpatia. Ho passato un’ora a darle della svampita con poco carattere ma alla fin fine, mi fa solo una grande tristezza. 
Tristezza perchè decide di abbandonare le possibilità della sua terra per un forestiero che appena conosce. Dato il periodo, diciamo che non mi aspetto qualcosa di molto differente ma da un lato, spero sempre che le donne siano sempre più indipendenti. 
Comunque, simpatie a parte, alla fin fine il racconto è interessante e ciò che succede nel labirinto di ghiaccio (che si trova sotto il palazzo di ghiaccio) porta ad una riflessione anche alla persona che sta leggendo. 

4ª Tappa Blogtour "Salvezza" di Sloane Kennedy | Citazioni con teaser

Titolo: Salvezza

Autore: Sloane Kennedy
Pagine: 300
Prezzo: € 4.90
Uscita: 10 Luglio

Il chirurgo ortopedico Ronan Grisham ha perso tutto, il giorno in cui l’uomo che amava gli è stato portato via in un brutale attacco. Guidato dalla sete di vendetta, impiega il suo odio per costruire un gruppo clandestino che può fare ciò che non è stato in grado di fare in quel giorno fatale… togliere la vita ai colpevoli per salvare quella degli innocenti. Ma, anni dopo, è costretto ad affrontare l’unico legame con il suo passato che non può tagliare.
Sette anni dopo la perdita dei genitori in una violenta incursione a casa sua, che l’ha lasciato deturpato in modo permanente sia fuori che dentro, il ventunenne Seth Nichols sta cercando di rimettere insieme i cocci della sua vita, per poter prendere in mano le redini della multinazionale di trasporti del padre. Ma l’ultima persona che si aspettava tornasse nella sua vita è l’uomo che lui ha fatto scappare con un innocente bacio rubato.
Con uno sfiorare di labbra, Seth è stato grado di fare a Ronan quello che non era riuscito a nessuno, sin dal giorno in cui Ronan stesso aveva guardato spegnersi per sempre la luce negli occhi del suo compagno. Ha fatto sì che desiderasse di nuovo. Ma Ronan non può desiderare nessuno, meno di tutti il fratello minore del suo defunto amore. Perché anche un solo tocco di Seth potrebbe mandare in frantumi il suo mondo costruito con cura, e lui sa che non ci sarebbe possibilità ritorno da quello, non una seconda volta.
Ma quando una serie di attacchi via via più aspri contro Seth forzano Ronan a tornare nella sua vita, Seth si rende conto che quella è la sua ultima possibilità per dimostrargli che può essere l’uomo di cui il chirurgo, ora a pezzi, ha bisogno. Solo che il Ronan che ricompare non è lo stesso di cui Seth si è innamorato tanto tempo prima…

10 Luglio – Recensione
17 Luglio – Personaggi
24 Luglio – Estratti
1 Agosto – Citazioni con Teaser
Feel The Book ℸ Emozioni di una musa
7 Agosto – Intervista
Letture Sale e Pepe 
Seguendo queste regole, avrete la possibilità di vincere una copia cartacea di Salvezza ed una crema solare!
Compilate il form sottostante e….
– mettendo “mi piace” alla pagina QUIXOTE EDIZIONI
– mettendo “mi piace” alla pagina dell’AUTRICE
– condividendo il post del blog sul proprio profilo Facebook
Il Giveaway terminerà lunedì 7 Agosto a mezzanotte e martedì 8 agosto la Quixote Edizioni proclamerà il vincitore sulla sua pagina Facebook.

«Meglio?» chiese, anche se la sua voce era ridotta a uno strano, roco sussurro che non avevo mai sentito prima. Quello, combinato al suo tocco, attizzò le terminazioni nervose nel mio uccello già duro. Deglutii con forza mentre cercavo di spostare il mio corpo in modo che Ronan non si accorgesse della mia situazione imbarazzante, ma tutto quello che riuscii a fare fu di sfregare il mio inguine contro il suo e di farlo raggelare al contatto. E poi lo vidi: il bagliore d’eccitazione nei suoi occhi scuri. Anche con la mia ingenuità, lo riconobbi per quel che era e, per quanto mi terrorizzasse, avrei anche voluto gridare per il sollievo.
Mi voleva.
Le sue dita avevano smesso di carezzarmi la guancia scorticata e i suoi occhi caddero sulla mia bocca. Spostò l’intera mano a circondarmi la mandibola e io mi costrinsi a rimanere completamente immobile. Non avrei mandato tutto a puttane. Lo volevo troppo.
Solo che una parte di me non riuscì a tenere a freno la bocca. Prima che me ne rendessi conto, stavo sussurrando il suo nome e tutto il suo corpo si tese.
«Cazzo,» ringhiò all’improvviso, per poi schiacciare le sue labbra sulle mie. 

Nei sei anni da quando Michael “Hawke” Hawkins mi aveva aiutato a ottenere giustizia per Trace, avevo tolto più vite di quante ne avessi salvate in tutti i miei anni da medico. No, non erano tutti morti direttamente per mano mia, ma avevo dato l’ordine per ognuno. Nessuna di quelle morti, non importava quanto fosse vile il criminale, mi aveva mai dato piacere. Solo guardare morire ciascuno degli assassini di Trace l’aveva fatto, e sapevo, senza ombra di dubbio, che prendermi la vita di Barry sarebbe arrivato a un buon secondo posto. Quella constatazione avrebbe dovuto preoccuparmi più di quanto fece, ma l’unica parte con cui avevo dei problemi era il fatto che Seth avesse visto il vero me, in quello studio.

«Ehm, puoi lavorare là, se vuoi,» mi disse indicando un piccolo tavolo rotondo nell’angolo dello spazioso ufficio. «Ti fornirò la password per il Wi-Fi,» proseguì a disagio, oltrepassandomi. Mi domandai se il suo nervosismo avesse a che fare con i residui della sua agitazione o se dipendesse dal fatto che eravamo ancora una volta rinchiusi in un piccolo spazio assieme. Non che l’ufficio di Seth fosse poi così piccolo, ma in qualche modo sembrava che nessuna stanza in cui fossimo stati insieme, fosse mai grande a sufficienza per attenuare il calore che covava tra di noi.
Per quanto la mia chimica con Trace fosse stata elettrica, non era mai stata divorante come questa. A quel pensiero mi sentii in colpa. Avevo amato Trace con tutto me stesso, ma non potevo negare il mio bisogno quasi paralizzante di Seth.
Confrontare i due uomini mi stava incasinando la mente già esausta, così andai verso il tavolo ed estrassi il mio laptop dalla piccola borsa di pelle che Trace mi aveva dato anni prima, il giorno del mio compleanno; il mio primo con lui e il primo regalo che avessi ricevuto dopo un lungo periodo di tempo. Fino a che non avevo passato il Natale con la famiglia di Trace… allora i regali erano piovuti come acqua. Un allora tredicenne Seth mi aveva regalato una bellissima penna a sfera su cui aveva fatto incidere il mio nome. Si era trovato in imbarazzo per l’oggetto poco costoso e di bassa qualità, comparato al costoso orologio donatomi da Trace, ma io ero rimasto colpito dal gesto. Avevo chiesto a Trace di rendere l’orologio, visto che ne indossavo raramente uno. Avevo ancora la penna che Seth mi aveva regalato. 

Sette minuti dopo la mezzanotte

Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte

Autore: Patrick Ness e Siobhan Dowd
Illustratore: Patrick Ness (Autore), Siobhan Dowd
Pagine: 224
Prezzo: € 10
Uscita: 29 aprile 2014

Il mostro si presenta a Conor sette minuti dopo la mezzanotte. Puntuale. Ma non è il mostro che Conor si aspettava, l’orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità. 

Scarabocchio: Conor è un giovane ragazzo che sta vivendo una situazione strana. E’ in quell’età dove si vuol credere all’immortalità dei genitori ma si iniziano a vedere le crepe dell’armatura scintillante.
Una sera però, ecco l’apparizione più mostruosa e incredibile della sua vita. Non è colui che sogna tutte le notti ma gli si avvicina, anche se promette di non ucciderlo. Per ora. Forse.
Inizia così, un viaggio tra sogno e realtà.
Cosa nasconde il piccolo Conor?

Non sapevo esattamente cosa aspettarmi dalla storia. Sono una di quelle persone che cerca gli spoiler ma questa volta, ho voluto fare un’eccezione perché tutte le persone che sentivo, dicevano che era commoventissimo, toccante, profondo… e per letture del genere, preferisco leggere in modo “classico”.
Avevo anche paura perché spesso, se a molti un libro fa piangere, io mi ritrovo a fare l’insensibile di turno.

“Sette minuti dopo la mezzanotte” però, si è rivelato veramente un libro toccante e anche se non ho pianto tutte le mie lacrime, ne sono rimasta affascinata.

Conor sta affrontando la nuova ricaduta della malattia della madre. Certo, non è la prima volta che deve affrontare con lei una cosa del genere ma questa volta, le cose sembrano essere più dure perché arriva la Nonna.
Loro due non si piacciono molto ma c’è poco da fare. Conor deve essere “seguito” e oltre a lei, non c’è nessuno perché il padre, ha un’altra famiglia e non può stare veramente con lui.
Il ragazzo però, sembra ottimista perché la madre sostiene di potersela cavare un’altra volta. Lui vuole crederci con tutte le sue forze ma l’arrivo di un gigantesco albero con sembianze umanoidi, scombussolerà ancora di più la sua vita.
L’essere antico si è messo a camminare per raccontargli tre storie e alla fine di quelle, sentirne una. Quella che dimora nelle profondità del cuore di Conor.
Nei giorni successivi all’apparizione, relazionarsi con il resto del mondo diventa sempre più difficile e litigare da un lato, lo aiuta a non pensare quello che sta vivendo a casa.
Tutti lo trattano come un malato, quando in realtà, sta benissimo. Lo evito per la maggior parte del tempo e nemmeno i professori sembrano volersi soffermare sul suo stato d’animo. Ogni cosa viene accantonata, ogni punizione viene rimandata e più il tempo passa e più Conor si sente male nella sua pelle.
L’essere però, preciso come un’orologio svizzero, si presenta sempre sette minuti dopo la mezzanotte per raccontarli una storia che sembra esser sempre diversa da come appare all’inizio. I buoni diventano cattivi e viceversa.
Il tempo scorre, la madre non migliora ma nessuno sembra voler dire la verità all’unica persona a cui servirebbe.
Dopo giorni, arriva finalmente il momento della quarta storia, quella che fa paura. Ma raccontarla ad alta voce, rende più leggeri e solo in quel momento Conor si accorge del peso che si portava nel cuore. Ed ecco, la verità.

Questo libro è quasi una storia, nelle storie.
La morale è molto semplice ma arrivati alla fine, sembra una scoperta nuova.
“Sette minuti dopo la mezzanotte” dovrebbe essere una di quelle letture obbligatorie a scuola perché spiega come si sente una persona quando un familiare sta male.

Lettura intensa, affascinante e veloce.

We know something #124

Titolo: La Bolla di Onar. I Guardiani dei Sogni
Autore: Elisabetta Carovani
Pagine: 64
Prezzo: € 10.10 cartaceo – € 5.99
Uscita: 1 maggio

In questo preciso momento milioni di bambini sulla Terra stanno per chiudere i loro occhi e abbandonarsi al suono dolce del consueto augurio “Sogni d’oro!”, sussurrato con affetto dai genitori pochi istanti prima dell’accogliente abbraccio della notte. Rabdos, il Folletto Pennaio, sta per rivelare l’esistenza del suo popolo e le verità legate al suo mondo: la Bolla di Onar. Non tutti, infatti, sanno che dietro al semplice augurio notturno espresso dai genitori si nasconde l’infaticabile lavoro dei folletti della Bolla di Onar, che con i loro fedeli cavalli alati Burak sono pronti a intervenire per garantire a tutti i bambini di vivere nei loro sogni fantastiche avventure, proteggendoli da un temibile e acerrimo nemico: Efialtes, la cui presenza sul pianeta Terra sta mettendo in pericolo l’innocenza, la spensieratezza e l’incanto dell’immaginazione nei più piccoli. È questa un’opportunità per i giovani lettori di scoprire una realtà finora inesplorata e misteriosa, capace di coinvolgere anche i grandi in una sfida che stimola la loro fantasia e la loro immaginazione.
Siete pronti a vivere la magia che avvolge il mondo dei sogni?

Il karma dell’amore inaspettato

Titolo: Il karma dell’amore inaspettato
Autore: Stefania Serafini 
Pagine: 479
Prezzo: € 10
Uscita: 6 luglio

Londra, giorni nostri. Juliet ha diciassette anni ed è costretta a trasferirsi nella casa del nuovo compagno della madre, dove vive con il figlio, Alexander, un ragazzo bellissimo e dallo sguardo tormentato. Già dal primo incontro la relazione tra Juliet e Alexander è più complicata del previsto: lui è scontroso, arrogante e offensivo. Nei giorni seguenti le cose peggiorano addirittura, dato che frequentano la sua stessa scuola e Alex non si fa sfuggire occasione per prenderla in giro per i suoi risultati scolastici. Juliet ci rimane male, non capisce il motivo di tanto astio e si sfoga con le amiche, ma non dice niente al fidanzato. I brutti voti in fisica e la paura di una punizione spingono Juliet a cercare di persuadere il professore in modo poco ortodosso, Alex la vede e minaccia di spifferare tutto alla madre. Juliet è furibonda, ma la resa dei conti con quel secchione dagli occhi di ghiaccio è ormai vicina… anzi è già cominciata, ed è una guerra fino all’ultimo respiro…

Scarabocchio: Juliet è una giovane ragazza che si piace molto e che vuole divertirsi. Figlia unica e con una madre non più single, sta per trasferirsi nella casa del suo futuro (o forse no) patrigno.
Tutto molto interessante, forse anche un pò eccitate ma l’idea di non aver mai conosciuto il fratellastro, la mette in allarme.
Perchè non si è mai fatto vedere?
Andranno d’accordo?
Ovviamente, no. E già dal loro primo incontro, tra i due nasceranno faville ma anche insicurezza ed a tratti, dell’odio.
Chi è veramente Alexander?

«Perché non mi ringrazi?», chiede lui mentre io continuo a non capire.«Ma di che parli?!».
Non posso fare a meno di notare che Alexander si passa le dita affusolate sul labbro inferiore, prima di tornare a parlare.
«Fallo, Juliet».
«Per cosa dovrei dirti grazie?».
Mi guarda esasperato, e si trattiene a stento dal sollevare gli occhi cielo.
«Ora ti spiegherò perché dovresti ringraziarmi. Tenterò di essere conciso».
Lo vedo voltare il capo e rivolgermi una delle sue occhiate torbide.
«Questa mattina hai trascorso dieci minuti con la tua amica, fingendo di ascoltare cosa aveva da dirti con quegli urletti odiosi che solo lei sa fare, mentre rimuginavi se raccontarle o meno quello che hai fatto con me ieri sera. Potevi passare quel tempo a studiare, ma hai preferito sprecarlo così. Poi ti sei fatta nuovamente chiamare con quei nomignoli odiosi dal tuo ragazzo: persino la tua migliore amica è scappata via disperata. Hai passato due ore con il naso per aria durante il compito in classe e l’unica emozione è stato il messaggio che ti ho mandato io. Mi hai provocato volutamente, perché vuoi scoprire cosa sono capace di fare. Anzi, di farti. E come se non bastasse, in mensa ti sei fatta trattare a dir poco da schifo da un idiota che va in giro con i pantaloni bianchi. Ci mancava solo che ti abbassassi a leccargli le scarpe, Juliet. È stato uno spettacolo imbarazzante. Sei una ragazzina annoiata e stufa di tutto e tra poco passerai qualche ora nel letto tra messaggi sdolcinati con il tuo Chuck e un po’ di gossip inutile. Sapere che ho voglia di averti nuda in camera mia è l’unica vera emozione della tua giornata, Juliet. Quindi… Sì. Ringraziami».

Ve lo dico così, su due piedi e con brutalità.
“Il karma dell’amore inaspettato” ad oggi è il libro più brutto del 2017 e forse, anche del 2016. 
Mi avete già sentito parlare di un libro che non mi piaceva ma questo, credo sia il top in assoluto. 
Da un lato, si legge in un soffio ed è un pregio. 
Dall’altro, vieni divorato dalla voglia di strappare le pagine e mangiartele. 
Ammetto che l’ho finito con la speranza di una spiegazione logica ma ad oggi, non l’ho ancora trovata. 
Come potete leggere dal veloce estratto che ho messo sopra, Alexander è un piccolo saccente che crede, sin nel profondo, di meritarsi ogni “grazie” e forse qualche anche qualche applauso da parte di Juliet, che bovinamente spesso si ritrova a fare ciò che lui ordina. 
Perchè ecco, in questa lettura ho visto molto delle 50 sfumature ma in modo molto più malato. 

«Juliet, ho intenzione di usare questa spazzola su di te».
Chiudo gli occhi.
«E tu starai in rigoroso silenzio. Intesi?».
Stavolta, da parte mia, non c’è inconsapevolezza su quello che sta per succedere, so perfettamente cosa mi farà.
E farà male. Solo che non ho idea di come sia, quindi stringo le palpebre, aspettandomi un dolore lancinante. Annuisco nervosamente, come in preda a un momento di follia.
Quando il primo colpo batte sulla mia pelle nuda, mi stupisco dell’impatto. Leggero e preciso.
Mi aspettavo qualcosa di assolutamente insopportabile, doloroso, invece non lo è stato. Passano cinque secondi e la parte più esterna del mio gluteo destro inizia a pizzicare proprio dove sono appena stata colpita. Sopportabile.
La seconda stoccata fende l’aria causando un suono secco. Arriva in alto, nella zona di pelle coperta dal cotone delle mutande, e mi provoca un pizzicore più immediato, ma pur sempre accettabile.
Per poco non mi scappa una risatina nervosa. Risatina che sparisce totalmente quando il terzo colpo arriva forte e deciso, esattamente nel punto del precedente. Freno l’impulso di gridare per il dolore, ma l’istinto è stato di cacciare un urlo bello grande. Invece non lascio uscire alcun suono dalla bocca, rispettando il “rigoroso silenzio” che Alexander mi ha chiesto; il mio corpo però trema abbastanza, tanto che anche lui si accorge della mia reazione.
Lo sento muovere dei passi intorno a me: fa il giro del letto per arrivare di fronte al mio viso. Alexander mi solleva il mento con due dita, obbligandomi a guardarlo. Sta chiaramente valutando le mie reazioni.
«È troppo, Juliet?».
Soppeso velocemente tutto quello che ho provato, poi rispondo: «No».
«Bene»

Non vi suona familiare? Non sa di “già visto”? 
Non è la parte erotica che mi disturba. Ho letto libri decisamente più scandalosi e non mi sorprende l’uso di una spazzola ma la linea tra perversione e follia, in questo caso è particolarmente sottile. 
Alexander decide di “punire” Juliet per ogni cosa che lui ritiene sbagliata. Che sia una bugia, un brutto voto o l’entrare in camera sua senza permesso… beh, non fa differenza. 
La fa mettere in ginocchio, le lega le mani dietro la schiena e la obbliga a studiare così, lasciandola ad inventarsi un modo per girare pagina. La sculaccia con la spazzola fino a lasciarla dolorante, la sculaccia con la cintura dei pantaloni e mentre fa questo, lui gode ma almeno, non di soddisfa mai. 
Sa che non è una cosa del tutto normale ma non sa trattenersi perché Juliet è una ragazza ribelle. 
Questo tratto di lei però, cozza con il fatto che è attratta da lui. Non se lo sa spiegare ma più lui cerca di allontanarla, più lei vuole esser approvata. 
Un tira e molla tra bugie e dominazione. 
Non saprei cosa salvare della storia perché detto tra noi, vedo solo il lato negativo.